Docente di Corsi di Formazione professionale per Centri di Formazione, enti pubblici, privati… Come professionista della Formazione, con provata esperienza nei settori specifici, metto a disposizione con percorsi didattici specifici, (base e avanzato) la possibilità di conoscere e sviluppare le proprie conoscenze teoriche e tecniche in molteplici ambiti della Comunicazione, con l’intento e l’obiettivo anche dell’inserimento nel mondo del Lavoro, oltre che nell’arricchimento personale.

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Il Made in Italy delle donne – La canzone di Marinella. Un progetto sociale e culturale di Ketty Carraffa.

Evento e libro al femminile, per la ripresa economica e sociale.

carraffaketty@gmail.com

Di Ketty Carraffa

Nel giorno del 23esimo anniversario della scomparsa di Fabrizio De Andrè, non potevo che scrivere un pezzo legato al Poeta, alla sua conoscenza personale e alla sua Musica, che ha lasciato per sempre nei nostri cuori, con un progetto dedicato alle donne, che parte dalla sua mitica ballata: “La canzone di Marinella”…

Nel corso degli ultimi due anni abbiamo imparato a convivere, non solo con la pandemia da Covid19 ma anche con il blocco di tantissime attività sociali e lavorative, dalla produzione alla divulgazione della cultura, che ha sconvolto il mondo del lavoro e dei rapporti umani.

In questi primi giorni del 2022, viviamo con l’evidente contraddizione che identifica la nostra vita: la grande voglia di ripresa economica e le nuove restrizioni che in molti casi ostacolano, ancora in parte, la comunicazione sociale.

Fortunatamente, sono molte sono le iniziative che ricominciano a svolgersi, con tutte le dovute precauzioni, in location sia all’aperto che al chiuso e soprattutto on line, per ribadire il concetto della nostra assoluta ricerca e volontà di tornare alla cosiddetta “normalità”…

Gli ultimi mesi del 2021 sono stati comunque un’occasione per riflettere sulle nuove opportunità e per instaurare nuovi rapporti di collaborazione e di condivisione, utilizzando ancora di più gli strumenti digitali e il web.

Sono giorni di ripresa, non solo nel mondo industriale, ma anche in quello culturale e della Comunicazione.

Seppur a piccoli passi, ripartono gli eventi “dal vivo”, legati alla valorizzazione del nostro territorio, della nostra tradizione e ad esempio, dedicati al Made in Italy, il grande “tema” che mi appassiona da sempre.

Tutti noi che lavoriamo nel settore dell’intrattenimento, abbiamo dovuto interrompere moltissime manifestazioni ed eventi programmati negli ultimi due anni (con gravi conseguenze economiche specialmente per gli artisti e i freelance), proseguendo fortunatamente e ora possiamo dire che si sta attivando un timido passo nella riconquista di spazi culturali e di socialità.

Nel 2019 ho voluto interpretare il tema del Made In italy, con un risvolto che prende in considerazione l’approccio al femminile, scrivendo un Progetto sociale e culturale e un libro di interviste a donne che progettano e costruiscono il nostro Paese, con una prospettiva diversa e attuale.

Infatti, pur con mille difficoltà, proseguono gli eventi di presentazione del libro “Il Made in Italy delle donne – La canzone di Marinella – Le donne imprenditrici di se stesse”, (presentato il 25 novembre 2019 con il Patrocinio del Comune di Milano, con una dedica speciale alle donne vittime di violenza) che contiene i racconti e le interviste a donne italiane e non, che ce l’hanno fatta, in ogni campo della nostra società, e che hanno scelto di lavorare in Italia e per l’Italia…

Il sottotitolo del libro prende spunto da: “La canzone di Marinella”, la ballata di Fabrizio De Andrè, (con il quale ho cominciato a realizzare la mia professione di fotoreporter) che racconta la storia di una donna, vittima di femminicidio, e si snoda con il tema della Musica e dei messaggi alle nuove generazioni, con l’intervista a Dori Ghezzi, la sua compagna, mettendo in contrapposizione l’opera di “Faber” rispetto al talento e al messaggio musicale sulle donne dei nuovi artisti, adorati dal pubblico dei giovanissimi.

Il progetto di divulgazione del Made in Italy delle donne, comprende anche la cover che ho realizzato, de: “La canzone di Marinella”, per proseguire con la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, con eventi che coinvolgono un pubblico sempre più vasto ma attento all’innovazione della Comunicazione e del linguaggio al femminile.

“Il Made in Italy delle donne”, racconta storie di protagoniste, che hanno deciso di vivere in Italia la loro esperienza di vita e lavorativa, non semplicemente esaltando le “virtù” e prerogative tipicamente italiane adottate in ogni parte del globo, ma proponendo come valido esempio la ricerca della “bellezza” e dello stile italiano apprezzato in tutto il mondo da secoli.

Il saggio, è un collegamento ai precedenti Progetti e libri, a partire da “Come le mimose. Storie di donne vittime di discriminazioni nei luoghi di lavoro”, “Come Marilyn da quando non c’è più. Cinquant’anni di lavoro e valore al femminile”, “Le donne, acqua nel deserto – Quattro storie in positivo, di donne vittime di ogni forma di violenza”, e al Premio Riconoscimento Internazionale ad artisti e protagonisti della società civile, del 25 novembre 2015.

Il collegamento rispecchia le peculiarità al femminile, dalle sfere del talento delle donne in ogni ambito della vita sociale e lavorativa, proseguendo sul tema dei diritti con un’opera di divulgazione, contro la violenza sulle donne, non solo nelle date “canoniche e simbolo” del 8 marzo o 25 novembre, ma invitando a essere sensibili tutti i giorni dell’anno, per l’educazione al rispetto delle nuove generazioni.

Le interviste sono dedicate alla presenza assordante del silenzio delle donne che non possono più raccontarsi, perché vittime di violenza, e ai loro figli, che affronteranno il futuro senza le loro mamme, nel buio della grande e assoluta assenza, con il ricordo sempre più flebile, al quale saranno perennemente aggrappati…

La mia dedica alle donne vittime di violenza, in questo libro, è ispirata dalla “Canzone di Marinella”, la ballata/bolero di Fabrizio De Andrè, (scritta e composta nel 1962 con l’arrangiamento musicale del Maestro Gian Piero Reverberi); la prima canzone in assoluto che ho imparato a cantare da bambina, (scritta nell’anno della mia nascita, che mi ha insegnato la mia mamma, insieme alla grande ammirazione per il Poeta genovese), e dalla quale, ho immediatamente percepito una grande energia e che ora, con la mia cover, è la seconda sigla dei un progetto di sensibilizzazione, dopo “Gracias a la vida”, del 2015.

Questo brano, è un dolce omaggio del cantautore, a una donna che si può dire oggi “vittima di femminicidio”, termine che ancora il computer sottolinea in rosso perché non riconosciuto e che in molti e molte non utilizzano ancora per le uccisioni delle donne in quanto donne. La canzone di Marinella, (lei era probabilmente una ragazza uccisa e gettata in un fiume alle porte di Milano negli anni ‘50), è stato il gancio per partire a occuparmi come reporter, di temi al femminile, in particolar modo scrivendo di molte MARINELLA, troppe, che ogni due giorni in Italia sono uccise dai loro mariti, compagni, padri o fratelli, che non avranno mai più voce e delle quali non si conoscerà mai la storia, tranne che per poche ore, come protagoniste di meri fatti di cronaca nera.

Sono donne e storie senza tempo, invisibili, sulle quali si concentra l’attenzione dell’informazione a volte morbosa, la cui narrazione non prende in considerazione il reato e l’aggressore, (l’uomo), ma la vita della vittime, cercando giustificazioni o scavando fantomatiche colpe delle vittime…

Non potevo immaginare che nel corso degli anni, avrei potuto incontrare l’autore del brano da me tanto amato e che sarebbe stato, in seguito, il legame primario del mio impegno civile e sociale sui diritti delle donne, delle bambine e dei bambini.

Il libro contiene le storie di 18 donne, a partire dai racconti reali delle mie radici, con le nonne (e i nonni) emigrati dalla Puglia a Milano, l’incontro dei miei genitori e l’impegno politico e sociale da sempre messo in pratica, alla ricerca della tutela dei più deboli, con positività e impegno nel futuro e nelle prospettive di opportunità.

La prefazione è curata da Manuela Barbarossa, Psicoterapeuta e Presidente dell’Associazione Vittime della Strada, che concentra il suo intervento sull’invidia e la cattiveria, spesso insita nelle donne in competizione con le altre donne; a seguire vi è il contributo dell’Avvocato del Lavoro Rolando Dubini, con un pezzo legato alla Sicurezza sul lavoro delle donne lavoratrici, e tra le interviste, dopo quella a Dori Ghezzi, ci sono quelle a: Madlena Zepter, ambasciatrice della cultura e dell’Arte nel mondo, nonché grande mecenate che ha fondato con il marito l’azienda Zepter International, (a Cinisello balsamo c’è la sede italiana) alla Dottoressa della Clinica Mangiagalli di Milano, Alessandra Kustermann e le Dotttoresse del Reparto Senologia, a Camilla Occhionorelli Presidente Moica Lombardia, all’artista internazionale di Firenze, Elisabetta Rogai, (che dipinge con il vino, suo è il “drappellone” del Palio di Siena del 2015), alla fashion/art/designer Gisella Scibona, siciliana, dallo stile ricercato nella tecnica e nell’utilizzo dei tessuti, che riproduce abiti come opere d’arte, alla stilista Mariana Mill, a Giordana Mill, Vice presidente Zepter International, all’artista Carla Tolomeo, alla nipote dell’inventrice del Made in Italy, Rosa Genoni e a rappresentanti della società civile e imprenditoriale, con l’adesione di numerose associazioni solidali…

Non sarà semplice riprendere il “tour” delle presentazioni e degli eventi collegati, dal vivo… l’unica soluzione, naturalmente, è proseguire con la divulgazione sul web, per portare il valore del più profondo “Made in Italy delle donne” e la valorizzazione del lavoro al femminile e maschile, alle donne vittime di violenza, ovunque.

In concreto, la sponsorizzazione solidale, da parte dei brand o associazioni, durante gli eventi organizzati e la vendita del libro, portano a contribuire al pagamento delle spese di 4 donne vittime di violenza domestica, che stanno portando avanti le loro cause di denuncia e alle quali cerco di dare il mio supporto sin dal 2015, con il Progetto e libro: “Le donne, acqua nel deserto”.

Con il Format dell’evento itinerante “Il Made in Italy è la nostra passione”, che valorizza il territorio lombardo e nazionale su molti fronti e il nuovo libro, propongo quindi una visione di un Made in Italy tutto al femminile: culturale, sociale e imprenditoriale.

Per informazioni e contatti, per organizzare un evento dedicato al Made in Italy e ricevere il libro a casa, accompagnato dal vino prodotto da una delle protagoniste del libro, potete contattarmi. (Il costo del libro è di 12 euro + spese di spedizione).

Regalatevi un libro speciale… “Il Made in Italy delle donne – La canzone di Marinella – Le donne, imprenditrici di se stesse”. Progetto, Libro, ed eventi, di Ketty Carraffa. Dedicato alle vittime di ogni forma di violenza e alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Interviste a donne eccezionali del Made in Italy sociale, culturale, artistico e imprenditoriale, a partire da Dori Ghezzi … Costo 12 euro.

Per info: kettyk62@gmail.com Milano, Italia.

Prenota il NUOVO libro di Ketty Carraffa : "Il Made in Italy delle Donne – La canzone di Marinella – Le donne, imprenditrici di se stesse"

Si possono prenotare i libri “Il Made in Italy – La canzone di Marinella. Le donne imprenditrici di se stesse”, di Ketty Carraffa, e il vino “Montecarlo Rosso DOC” e “Montecarlo bianco DOC”, prodotto da una delle protagoniste del libro…

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Intervista esclusiva a Emilio Fede su YouTube MimoseTime by KC

Nel programma tv MimoseTime, di KC, su YouTube dal 2015, con le interviste alle personalità della società, Politica e Cultura, sabato 21 gennaio, l’intervista esclusiva a Emilio Fede, per un racconto sulla sua storia e i ricordi con Gina Lollobrigida scomparsa oggi, passando dalle considerazioni sulle donne, il suo ultimo libro e un commento sull’arresto del boss Matteo Messina Denaro, da siciliano. Intervista di Ketty Carraffa e Mattia Ferrea… come ai vecchi tempi di #pomeriggiocinque 🎤🎧😉#mimosetime #intervista #EmilioFede #esclusiva #cronaca #giornalismo #libro #storia #chefiguradimerda #tapirodoro

ginalollobrigida #ricordi #Sicilia

Le proposte della onlus Medicina Democratica per “un’altra sanità” pubblica in Regione Lombardia

 By Ketty Carraffa

Medicina Democratica, onlus e movimento per la salute, ribadisce il suo impegno per proposte di alternative alla gestione della sanità lombarda, anche in vista delle prossime elezioni e vuole vederci chiaro sul caso Multimedica Spa, per il quale ha fatto formale richiesta di accesso agli atti amministrativi della società, chiedendo accertamenti sulla cosiddetta “premialità aggiuntiva”, concessa ai propri operatori telefonici, che propongono prestazioni private a pagamento ai cittadini sconcertati dalle lunghe liste di attesa nel Servizio sanitario pubblico

Medicina democratica dichiara“Dopo quasi 30 anni di “sgoverno” del centro destra, è possibile una forte alternativa con una larga coalizione contrapposta a Moratti e Fontana, responsabili del disastro in sanità, e non solo, dichiariamo soddisfazione per l’adesione anche di 5Stelle a una coalizione alternativa al centro destra. Il disastro dei governi di centro destra è stato pagato a caro prezzo dalla Lombardia, soprattutto in sanità, ma ci sono finalmente le condizioni per liberarcene, per questo consideriamo una buona notizia l’annuncio che i 5Stelle appoggeranno una coalizione alternativa al centrodestra, alla quale siamo consapevoli e fieri di avere contribuito”, ha affermato Marco Caldiroli, Presidente nazionale di Medicina Democratica.

Obiettivo centrale e irrinunciabile del programma di questa coalizione alternativa – ha proseguito Caldiroli – deve essere garantire il diritto alla salute per tutti, fortemente messo in discussione dalle scelte scellerate delle giunte di centro destra nell’arco di 27 anni.

Con il Coordinamento lombardo delle associazioni per il diritto alla salute Dico 32, abbiamo costruito una piattaforma con 23 punti cardine: su questiabbiamo registrato una valutazione largamente positiva da parte di tutte le forze di opposizione in occasione dell’incontro sulla sanità a Milanodel 4 novembre scorso.Occorre andare avanti su questa piattaforma.Fermare la distruzione del servizio sanitario pubblico in Lombardia è possibile, questo deve essere l’imperativo categorico”.

Occorre quindi costruire un’ampia coalizione in grado di unire forze politiche e sociali anche attraverso liste rappresentative della società civile, che sta vivendo momenti di grande fermento e partecipazione, con un’agenda comune, dalla salute all’ambiente, dal risparmio di suolo all’energia, in grado di realizzare una alleanza vincente, alternativa ai due schieramenti della destra.

“Dopo il fallimento delle giunte Fontana, Gallera e Moratti nell’affrontare la pandemia – ha dichiarato Vittorio Agnoletto – Le condizioni di vita e di salute delle donne e degli uomini che vivono in Lombardia devono essere al primo posto nei programmi di tutta la coalizione e noi siamo pronti a portare il nostro contributo di idee e di proposte. Al primo posto ci deve essere l’impegno per un servizio sanitario regionale pubblico, ad accesso universale e rafforzato sulla medicina territoriale, attivo sui temi della prevenzione, da quelli della sicurezza sul lavoro, alla tutela ambientale.. Mai più discriminazioni sulla salute e attese insostenibili”.

Medicina Democratica ha presentato il 15 dicembre, richiesta di accesso civico agli atti amministrativi di Multimedica: vuole vederci chiaro sulla vicenda della premialità aggiuntiva, che Multimedica Spa concede ai propri operatori telefonici, che di fatto “stornano” i cittadini da prestazioni nel servizio sanitario pubblico a quello privato. La storia è nota: gli operatori del call center propongono una prestazione privata a pagamento ai cittadini che, avendo contattato Multimedica per avere una visita con il Servizio Sanitario Nazionale, si sentono rispondere che vi sono lunghe liste d’attesa, spesso di parecchi mesi, se non superiori ad un anno. E se riescono a fissare la prestazione privata e quindi a pagamento, vengono premiati.

Per questo il presidente nazionale Marco Caldiroli, assistito dall’avvocato Francesco Trebeschi, ha formalmente presentato ieri richiesta di accesso civico agli atti amministrativi della società in base all’art. 5, co. 2, D.lgs. 33/ 2013, n. 33: come è noto la vicenda era emersa nel corso della puntata della trasmissione 37 e 2, del 2 dicembre scorso, condotta da Vittorio Agnoletto su Radio Popolare, grazie alla testimonianza di ”Elena”, una operatrice telefonica di Multimedica.

Si sono succedute in questi giorni dichiarazioni, comunicati della stessa società, dei sindacati e la notizia di una indagine voluta dalla Regione con l’invio di ispettori. “Ci attendiamo risposte chiare – ha detto Marco Caldiroli- anche perchè in gioco c’è il diritto alla salute dei cittadini, che corrono il rischio di essere tagliati fuori dal servizio sanitario pubblico con una scusa o con un’altra: vogliamo capire anche se l’indagine riguarderà eventuali altre strutture sanitarie private e se ci saranno interventi sanzionatori”.

Ma c’è anche un altro punto al centro della richiesta di accesso agli atti: Multimedica aveva fatto riferimento a un non meglio precisato incontro sindacale, nel corso del quale le organizzazioni dei lavoratori avrebbero chiesto l’estensione della premialità anche agli operatori del front office: “Su questo – ha detto Vittorio Agnoletto – c’è una smentita e una diffida della RSU di Castellanza, presente ai tavoli CGIL CISL UIL del gruppo Multimedica: chiediamo quindi accesso al verbale dell’incontro, o degli incontri, con i rappresentanti dei lavoratori avvenuti per la presentazione del sistema di premialità”.

Multimedica aveva dichiarato che si trattava di una sperimentazione avviata nello scorso luglio: nella richiesta di accesso agli atti si chiede anche come è stata calcolata e assegnata la suddetta premialità e quali siano stati i risultati, anche sul piano statistico. in relazione agli anni precedenti.

I menu del ristorante Il Marchese di Milano, come simbolo del Natale e delle festività. By Ketty Carraffa

Il Natale si sa, è come da tradizione, un momento di relax in famiglia ma anche un simbolo di socialità, eleganza, buona tavola e tanto glamour. Il mio articolo su Gazzetta della Lombardia … sul fantastico ristorante di Milano “Il Marchese” e i menu di Natale e Capodanno. 🎄🎅💝 Ketty Carraffa #foodblogger #feste #ilmarchese #ristorante #milano #madeinitaly #ilmarchesedelgrillo #roma #glamour #cucinatradizionale

Il Natale si sa, è come da tradizione, un momento di relax in famiglia ma anche un simbolo di socialità, eleganza, buona tavola e tanto glamour.

Milano, poi, da sempre rappresenta l’incontro del più fastoso Made in Italy, con luci, colori, outfit ricercati e luoghi d’incontro da scoprire e da condividere, attraverso la bellezza della positività e del buon cibo.

La vera attuazione di questo momento “ideale”, può essere realizzata ad esempio, attorno a un meraviglioso tavolo imbandito con la più verace delle tradizioni: la realizzazione della festa natalizia, con tutti le sue regole e magie, unita all’intelligenza della cultura e degli esperti dell’aggregazione e dell’arte della cucina italiana.

Le feste natalizie e di fine anno, raggiungono e mantengono il fil rouge e il top della tradizione, con il menù di Natale proposto da “Il Marchese”, (noto ristorante e cocktail bar romano, che ci riporta alla memoria il mitico protagonista del film con Alberto Sordi), di Davide Solari e Lorenzo Renzi, che per quest’anno festeggerà il suo primo Natale anche nel suo ristorante “gemello”, di Milano, l’osteria elegante e accogliente, inaugurata a settembre ma già punto di riferimento per i milanesi alla ricerca di vera qualità della ristorazione e dell’intrattenimento. L’atmosfera richiama alla Roma “papalina” mista al richiamo della cucina “carbonara”, respirando il profumo della musica della Scala, a pochi passi dal locale …

“Il Marchese” di Milano, è situato all’interno di un palazzo dei primi ‘900, ispirato nel design e nel decor, al film “Il Marchese del Grillo”, che unisce al suo interno l’opulenza della Roma nobiliare e papalina con la veracità del popolo e omaggia, nella proposta gastronomica, l’autentica tradizione romana.

Il cuoco, Daniele Roppo, ha ideato per i giorni di Festa, un menù veramente goloso e accattivante, che gioca su materie prime di qualità, con una predilezione per i prodotti “romaneschi” più caratteristici, per un pranzo come consuetudine natalizia vuole.

Si inizia con il classico Fritto misto romano, seguito da un Crostino bufala affumicata e puntarelle alla romanaCoratella con carciofi e un Battuto di manzo con zabaione salato e cipolla caramellata. Primi piatti che ricordano le tavolate in famiglia con i Tortellini in brodo di gallina e la Lasagnetta al ragù di agnello, castagne, zucca e provola affumicata; un Rollè di coniglio bardato con lardo e ripieno di olive taggiasche e prugne su vellutata di carote e timo come secondo da accompagnare alle Puntarelle alla romana e Carciofi alla giudia, tipici della tradizione laziale delle feste. A chiudere il pasto, una selezione di dolci Natalizi.

Per il cenone di San Silvestro, il cuoco Roppo ha ideato un avvolgente menù degustazione, elegante e tradizionale allo stesso tempo, come le due anime del ristorante, quella del marchese e quella del carbonaro.

Per aspettare la mezzanotte, si parte con un’Ostrica di benvenuto, seguita da un Carpaccio di ombrina marinata, gel di pompelmo, zucchina e mentaGamberone in tempura, zucca e castagne e Tonno rosso alla cacciatora con erbe amare. Popolo e nobiltà si misceleranno felicemente anche nei due primi piatti: lo Gnocco alla romana broccoli e arzilla e il Risotto all’ortica, tartare di ricciola e ricci di mare. A chiudere il menù del cenone più atteso dell’anno, il Cuore di baccalà a vapore, la sua maionese, crema di panzanella, tartufo nero e salicornia seguito da una selezione di dolci natalizi.

Con la proposta de “Il Marchese”, di Milano, si rinnova la tradizione della buona cucina sempre all’insegna della tradizione e della condivisione, di luoghi e soprattutto, della grande qualità italiana.

“Il Marchese”, Milano

24 dicembre: aperti solo a pranzo con menù alla carta

25 dicembre: aperti pranzo e cena

26 dicembre: aperti pranzo e cena

31 dicembre: aperti solo a cena

1 gennaio: aperti tutto il giorno

Menù degustazione pranzo di Natale:  90 euro (bevande incluse)

Menù degustazione Cenone di San Silvestro: cena e brindisi (fino alle 00:30) – 200 euro; cena, brindisi e tavolo riservato dopo cena con una bottiglia di Champagne (fino alle 03:00) – 250 euro; dopo cena con tavolo riservato e bottiglia di Champagne (max 5 persone da 00:30 alle 03:00) – 300 euro; dopo cena con due drink inclusi – 60 euro

Nella centralissima Via dei Bossi, 3, 20121 Milano MI, vicino a Piazza Cordusio – Tel. 02 5812 4986

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La GazzettadellaLombardia.it è un giornale on line con notizie ed approfondimenti su tutte le province della regione Lombardia.

Il gastronomo Edoardo Raspelli protagonista del Festival della Sbrisolona di Mantova

Da http://www.gazzettadellalombardia.it con Ketty Carraffa, il portale annuncia: da venerdì 14 ottobre a domenica 16 “Sbrisolona & Co.”, il festival dedicato alla regina della pasticceria mantovana ed ai dolci tipici italiani

A MANTOVA, sabato 15 ottobre, Edoardo RASPELLI premia RISTORANTI E PASTICCERIE e poi, ”PROCESSO ALLA SBRISOLONA”.

Nel capoluogo dei Gonzaga, sabato 15 ottobre dalle 10 alle 11 Edoardo Raspelli racconterà, con la collaborazione di Isabella Saladino, dei suoi tre ristoranti mantovani del cuore (Il Cigno, Il Grifone Bianco, 100 Rampini), provati per il portale ilgusto.it, per poi fare il bis al pomeriggio, tra le 16 e le 17, con un secondo appuntamento in cui sarà protagonista la regina del Festival, declinata in tre versioni da tre città differenti: per Mantova, squadra di casa, interverrà la pasticceria Antoniazzi, mentre la città di Cremona sarà rappresentata dalla storica pasticceria Lanfranchi che proporrà la sua particolarissima sbrisolosa. Chiuderà questo trio di dolcezza la sbrisolona prodotta da Salvotelli a Baitoni di Bondone, in provincia di Trento.

Alle 18, infine, ”Una delizia a corte-Processo alla sbrisolona tra gola e salute”: su copione di Angelo Giovannini, un dietologo, un dentista, storici della cucina, pasticceri…(tra di loro anche Edoardo Raspelli ed Isabella Saladino) parteciperanno al” Processo alla sbrisolona”…

La sbrisolona, regina della tradizione dolciaria mantovana, è la protagonista della prima edizione del Festival della Sbrisolona & Co., che dal 14 al 16 ottobre debutta a Mantova. Una kermesse dedicata al dolce tipico mantovano e ai più celebri prodotti della pasticceria regionale italiana, con focus sui numerosi dessert e uno speciale approfondimento dedicato al cioccolato artigianale

 A Mantova, dal 14 al 16 ottobre 2022, debutta la prima edizione del Festival della Sbrisolona e dei dolci italiani. Tre giorni gustosi che invaderanno il centro storico della città in nome della regina della pasticceria mantovana: la “Sbrisolona”, torta fatta di “briciole” che trova la sua origine prima del ‘600 quando arrivò anche alla corte dei Gonzaga. Accanto alla Sbrisolona ci saranno le eccellenze gastronomiche dolciarie lombarde e di tutta Italia, con una speciale sezione dedicata al comparto cioccolateria artigianale.

L’evento si tiene nel cuore di East Lombardy, dove la Regione Gastronomica della Lombardia Orientale, che comprende le quattro province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova, ha l’obiettivo di promuovere l’enogastronomia del territorio, supportando la notorietà delle eccellenze dei suoi produttori e ristoratori a livello nazionale e internazionale. In particolare in piazza Leon Battista Alberti, nel centro storico di Mantova, ci sarà una spettacolare tensostruttura di circa duecento metri denominata PalaVirgilio, allestita per ospitare il ricco palinsesto.

Spettacoli e intrattenimenti, mostre, itinerari turistici, tavole rotonde, convegni, arricchiranno gli angoli più suggestivi del centro cittadino per una tre giorni ricca di iniziative, primi fra tutti showcooking dove la sbrisolona e più in generale la pasticceria italiana saranno protagonisti.

Faranno da cornice le premiazioni e le interviste condotte da ospiti illustri, durante le quali il pubblico potrà incontrare e ascoltare grandi nomi dal panorama culinario e della pasticceria, ma anche personalità dello spettacolo, dello sport e del giornalismo.

Da segnalare due premiazioni che avverranno durante Sbrisolona&Co.: il conferimento del premio “La Gemma dei Gonzaga” – venerdì 14 ottobre ore 17.00, Pala Virgilio – a una personalità di spicco che abbia contribuito alla valorizzazione di Mantova e del suo territorio a livello nazionale o internazionale; e il riconoscimento alle pasticcerie storiche mantovane “Nozze d’Argento e di Dolcezza” con cui si intende dedicare un momento speciale a quei forni e a quelle pasticcerie che da almeno 25 anni hanno “sposato” la città dei Gonzaga, regalando generazioni di dolcezza e di bontà, previsto per sabato 15 ottobre ore 18.00 sempre al PalaVirgilio.

Il Festival sarà un viaggio gastronomico condotto dai grandi nomi della cucina nazionale: da Edoardo Raspelli il critico gastronomico, scrittore e volto televisivo che presso il PalaVirgilio presenterà “i Ristoranti di Raspelli”: in quest’occasione tre ristoranti tipici mantovani racconteranno la loro storia e il loro legame con il territorio mantovano, per presentare, naturalmente, il dolce più rappresentativo del loro menu. Sempre Raspelli sarà protagonista dell’evento “le Sbrisolone di Raspelli”, in cui saranno presentate varie versioni di sbrisolona tutte da gustare, da quella cremonese a quella trentina e ovviamente l’immancabile mantovana. Le tre tipologie verranno illustrate dal critico gastronomico in un appuntamento che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle varie interpretazioni e evoluzioni della ricetta classica.

Al Maestro Gino Fabbri, vincitore della Coppa del Mondo della Pasticceria nel 2015 e vera istituzione nel panorama dolciario nazionale e internazionale a presentare la sua interpretazione della sbrisolona per una versione stellata della regina dei dolci mantovani. Gino Fabbri è considerato uno dei padri della pasticceria italiana, vero mostro sacro del settore, eletto Pasticcere dell’Anno nel 2009 e vincitore del concorso per la Torta del Giubileo nel 2000, dopo esser stato eletto Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani nel 1996.

Ci sarà poi il Maestro Pasticcere Marco Antoniazzi dell’omonima celeberrima pasticceria di Bagnolo San Vito (MN) che riceverà il premio Virgilio di Zucchero 2022: il prestigioso riconoscimento ogni anno andrà a premiare un pasticcere che si sia particolarmente distinto con il suo lavoro e la sua esperienza, portando lustro e promozione al mondo del dolce e della pasticceria mantovana.

E ancora un dolcissimo appuntamento con il maestro pasticcere Claudio Gatti, Presidente dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e Panettone Italiano, che attraverso il suo racconto accompagnerà il pubblico alla scoperta della sua linea di dolci dedicato ad uno dei percorsi più famosi e introspettivi di Italia: la Via Francigena. Il connubio tra la sua passione per i cammini e la professione di pasticciere hanno portato il maestro Gatti a lavorare su antichi ricettari, studiando le abitudini dei pellegrini e i cibi che trovavano lungo il percorso. Dalla combinazione equilibrata di antichi ingredienti, leggeri e nutritivi, che danno il giusto apporto di energia al viandante, sono nati i Dolci della Via Francigena, da gustare lungo il cammino.

Nell’ambito del Festival, si svolgerà la rassegna dedicata a East Lombardy. Presso la Loggia del Grano protagonisti assoluti saranno i dolci e le pasticcerie del territorio, che con showcooking, degustazioni guidate e storytelling racconteranno e faranno degustare le loro eccellenze. Nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 le quattro province si alterneranno in questo prestigioso palcoscenico per presentare e raccontare il meglio della loro produzione.

L’evento è promosso da Confcommercio Mantova con il patrocinio e il contributo del Comune di Mantova e della Camera di Commercio di Mantova, organizzato da SGP Grandi Eventi, con il contributo di Regione Lombardia.

Il progetto di Turismo relazionale di Roberto Ferretti nell’antico borgo di Petritoli

TRAVEL

Ketty Carraffa

BY KETTY CARRAFFA

25 AGOSTO 2022

Petritoli

Il lock down per la pandemia da coronavirus, aveva purtroppo bloccato la maggioranza delle attività sociali in presenza, da quelle della produzione a quelle culturali e il nostro morale, era pressoché a terra…

In questi giorni d’estate 2022, invece, fortunatamente e nonostante i problemi della siccità che incombe su tutte le regioni, molte sono state le iniziative svolte, con l’occasione di riprendere con il mondo degli eventi e con l’opportunità d’instaurare nuovi rapporti di collaborazione e di condivisione di temi, come nel mio caso, del Made in Italy e del territorio, fuori dallo smart working degli ultimi 2 anni …

Messi da parte per un attimo i meeting on line, finalmente siamo tornati a utilizzare il mezzo di comunicazione più immediato: il viaggio, che ci consente di scoprire nuovi luoghi del nostro meraviglioso Paese e, soprattutto, la conoscenza di persone legate ai nostri fili d’interesse.
Le vacanze di questa estate sono state occasione per me per scoprire naturalmente luoghi da documentare come Blogger, con  nuove situazioni di “paesaggi” nostrani (esattamente nel borgo antico “dei matrimoni”di Petritoli, a Fermo, nella regione delle Marche), e di proseguire con la divulgazione e testimonianza rispetto al contesto culturale, delle tradizioni e della consistenza dei valori enogastronomico e imprenditoriale italiani (il brand “Made in Italy”), ma, soprattutto di “scoprire” il “turismo esperenziale e relazionale”, realizzato dal titolare dell’Agriturismo “La Scentella”, Roberto Ferretti che, unisce la sua grande esperienza comunicativa (come Psicologo in pensione) alla predisposizione e la passione per tutto ciò che riguarda la valorizzazione locale, a partire dalla condivisione della Storia locale e nazionale, dei racconti sui prodotti tipici, sulla coltivazione delle erbe e la preparazione di cibi con laboratori realizzati in collaborazione con gli ospiti della struttura turistica.

Si parte quindi, da una cooperazione di comunità…

Questa tipologia di Turismo sostenibile, è nata nel 1998 dalla passione di Roberto per la campagna, con il progetto affiliato all’Associazione dei Club Wigwam (il World Circuit nato nel 1972, con l’intento di svolgere una vera educazione ambientale) con l’acquisto un terreno di 6 ettari con un rustico da ristrutturare e che ora, corona il suo sogno da anni, coltivando più di 70 tipi di piante nel “Giardino dei Semplici”, con il metodo dell’agricoltura biologica (senza arature ne’ concimi) condividendo con gli amici che giungono alla Scentella, la natura e la buona tavola contadina, con la “Cucina Ciocheciò”, altro progetto che riprende la semplicità del cibo, creato con Marisa Saggiotto di Cologna Veneta (il mio “gancio” per questo viaggio e che sta condividendo il mio progetto di interviste “Il Made in Italy delle donne”).

La struttura turistica è nata nel segno dell’accoglienza, dove Italiani e stranieri da tutto il mondo, giungono in un’atmosfera di completo relax, circondati dalle colline, dai Monti Sibillini e a pochi chilometri dal mare Adriatico (Cupra Marittima, Grottammare, Pedaso, Porto San Giorgio…) e nella quale ritrovano un vero equilibrio nell’ascoltare la grande sapienza e conoscenza del territorio di Roberto e degli amici sensibili a questa nuova formula di Turismo, realizzata anche da Ivo De Ruyter, fiammingo doc, con la sua casa Cormar, (B&B poco distante dalla Scentella, immerso negli ulivi e che ho avuto modo di “provare” anch’io) che, Direttore nel suo Paese, in Belgio, di una compagnia di assicurazioni, ha deciso di cambiare vita in Italia, nel 2012, che segue volontariamente l’Ufficio Turistico di Petritoli, mettendosi a disposizione volontariamente con la conoscenza di 5 lingue, per gli stranieri che arrivano numerosissimi in questo territorio  …
Roberto e Ivo, tra l’altro, durante la stagione invernale, proseguono la loro marcia come “ambasciatori spontanei” di questa filosofia di Slow Tourism, portando avanti il progetto “Marche in valigia”, con l’Associazione Agritur-Aso (presieduta da Ferretti), che fa conoscere la Regione Marche e crea relazioni turistico-culturali con le comunità italiane e straniere.

L’esperienza del viaggio è sempre entusiasmante, per tutti, ma il contatto vero con il territorio, se non si ha semplicemente bisogno di un periodo relax “sole/mare/divertimento”, si ottiene entrando in connessione con gli abitanti e frequentando ad esempio le realtà sociali, culturali e imprenditoriali e le personalità che alimentano la vita aggregativa nei Comuni.
In questo contesto, ha veramente un ruolo importante, il supporto e la sensibilità di persone come Roberto Ferretti, che accompagnano personalmente i “turisti esperienziali” a diretto contatto con le persone amiche, i luoghi “giusti” o le sagre più interessanti da visitare, che diventano immediatamente patrimonio e arricchimento comune e che riescono a mettere anche a loro agio gli adolescenti di città, che apprezzano anch’essi la solarità e un modo diverso di concepire il divertimento, che non deve essere sempre legato a situazioni “affollate” o di rumori assordanti…

E che dire, poi, dei laboratori organizzati da Roberto, dove si condividono le proprie conoscenze e opere letterarie e artistiche.

Come l’ultima sera di soggiorno, dove ho documentato la spiegazione e realizzazione di Roberto, della pasta alla chitarra fatta a mano e delle olive ascolane, da gustare tutti insieme con una stupenda tavolata sotto gli alberi e brindando a un arrivederci con il vino Passerina e con le bollicine di una famosa cantina locale …

Nel mio caso, “l’ultima cena” è stata ripresa, documentata sui social, condivisa dagli ospiti, con lo scambio dei nostri rispettivi libri (Il Made in Italy delle donne di KC e I racconti del piatto di Roberto Ferretti), ed è il soggetto agostano di una nuova puntata del programma web tv Mimose Time YouTube. ndr

Nei viaggi di questo genere, restano impresse soprattutto le persone e i luoghi con sensibilità che uniscono, come Oriano Gianferro, Presidente dell’Associazione “Il Borgo”, di Petritoli, attento ai progetti sul futuro del territorio, anche nazionale, e la loro divulgazione, (ha apprezzato il mio libro Il Made in Italy delle donne che ho portato con me e promosso tra gli amici e amiche) Pasquale Palazzo, ex farmacista di San Ruffino (dove si è svolta Naturalia, la fiera di prodotti naturali molto apprezzata dal pubblico e dove si possono ancora trovare artigiani e produttori di formaggi, salumi e il miele dei Monti Sibillini di Filippo Colibazzi, di Amandola, ad esempio), la disponibilità di nuove amicizie come Martina, che lavora all’Ufficio Turistico di Amandola e Fausto, che racconta la sua terra dando vita con le parole ai sapori dei frutti della terra; delle istituzioni (a Montedinove, ad esempio, il Sindaco Antonio Del Duca, gentilissimo, che al termine di un bellissimo evento sulla pasta e i grani antichi, con il Prof Salvatore Ceccarellli, genetista, nella splendida piazza, ha fatto di tutto per trovarci un tavolo per la cena, (purtroppo non sapevamo della prenotazione e abbiamo desistito), dopo una chiacchierata sul territorio e le prospettive …) e dove ci troviamo a contatto con le tradizioni (le merlettaie di Offida) e con le varie tipologie di commercio e di ristorazione del luogo, come possono essere le cantine che organizzano degustazioni (eccezionale l’accoglienza della signora Lodena dell’azienda agricola Marsili/Capone) l’azienda biologica di Luigi Recchi con porchetta e salumi da lui magnificamente prodotti (che ha brevettato un nuovo sistema per tagliare il prosciutto crudo), o la cantina Ciu Ciu nel borgo autentico di Offida e il ristorante 1083, gestito da giovani chef, nella piazza di Moresco, il Borgo degli Innamorati.

Un appunto si deve fare, invece, su alcune strutture ricettive sul mare, che soffrono magari il “turismo di massa” e risultano semplicemente un “bancomat” con poca attenzione all’ospitalità e all’accoglienza …

Fare Turismo non è certamente facile, tanto più in un momento dove le piccole imprese stanno arrancando per via degli aumenti di ogni tipo di bolletta energetica e per la scarsità delle materie prime, in ogni ambito della produzione…

Credo fermamente che, ancora una volta, con la semplicità, la condivisione, una nuova Educazione e Formazione e la passione di chi affronta la vita in modo diverso, che mette al centro la valorizzazione dei rapporti con le persone, possiamo superare i momenti difficili e riportare la nostra vita a una condizione più umana e che genera tanta bellezza e positività…

Con il Sindaco di Montedinove, Antonio Del Duca e Roberto Ferretti, al termine dell’evento sui grani antichi.

I libri: I racconti del piatto, di Roberto Ferretti e Il Made in Italy delle donne, di Ketty Carraffa

#AGRITURASOMARCHE #MARCHE #PETRITOLI #ROBERTOFERRETTI #TURISMOESPERIENZIALE #TURISMORELAZIONALEINTEGRATO #TURISMOSOSTENIBILE BORGHIVisualizza commenti (0)

EVENTI

Intervista a Sara Salvi. Bellissima nella sua rinascita e la giusta valorizzazione. By Ketty Carraffa

Raccontare le storie delle donne che rinascono e riescono a riappropriarsi della vita, dopo periodi devastanti di forti crisi personali e che investono la sfera emotiva e del corpo fino a farsi tanto male, è sempre una grande soddisfazione.

La splendida Sara Salvi, modella e Conduttrice, di Luserna San Giovanni, (Torino), ma residente a Como, moglie del pilota e imprenditore Davide Uboldi, si svela in un’intervista che passa dalla sfera molto personale, all’attività che in questi mesi, finalmente, sta portando i suoi frutti.

Sara è partita dal mondo dell’atletica leggera agonistica, a Torino (velocista per i 200 e 400 metri per la squadra della Fiat) dove era considerata un vero talento, ha vinto diverse gare a livello nazionale, già all’età di 16 anni e ha continuato fino ai 20 anni, quando ha deciso di lasciare lo Sport competitivo perché in lei maturava il bisogno di trovare la sua vera identità lavorativa.

La sorpresa arriva dagli amici, che nel 2005 la iscrivono per gioco al Concorso di Miss Italia, per cui, inaspettatamente, passa 36 selezioni e arriva nella finale di Salsomaggiore al 20esimo posto… “Tutto questo senza raccomandazioni”, ci tiene a dire.

Nel 2008 vince la fascia di Miss Informazione, a Villa Erba di Cernobbio, nel Concorso di Miss Padania, tra le sei finaliste.

Il riconoscimento è dato da Emilio Fede, che vuole assolutamente portarla a fare la “Meteorina” a Mediaset, proposta che lei, però, dopo aver superato i provini “tecnici”, molto gentilmente rifuta, perché “non accetta compromessi” e lei, la sua strada la vuole percorrere per meriti artistici e non per altri… dando prova di grande carattere e consapevolezza del rispetto, come donna e artista.

Dopo aver vinto un’altra “fascia nazionale” di Miss Gran Prix e dopo aver partecipato a Miss Universo, nel 2010, al Teatro greco di Taormina, arrivando tra le prime 6 finaliste, Sara, comincia a valutare positivamente ed effettivamente il suo talento, con lo svolgimento di tanti eventi come presentatrice, modella, testimonial di brand e nelle sfilate nella fashion Week di Milano, fino ad arrivare alle partecipazioni in Rai nelle trasmissioni condotte da Caterina Balivo e a due elementi che hanno fatto da “svolta”, in maniera differente nella sua vita: il matrimonio nel 2012, a Como, con il pilota Davide Uboldi, e la partecipazione al programma di Briatore, il boss di “The apprentice”.

Sara, che all’ultimo Vip Master Tennis ha giocato al posto di Edoardo Raspelli, (infortunato) contro l’ex onorevole Antonio Razzi e che ha ricevuto i complimenti di Vittorio Sgarbi che l’ha definita “Una donne bella, intelligente e di classe”, racconta con passione la ripresa della sua attività nell’intrattenimento e le prospettive che ogni giorno di più si stanno sviluppando.

Finalmente – dice Sara – a 38 anni posso ripartire da me. Stanno piovendo proposte ogni giorno di più e sono strafelice.

Gli ultimi quattro anni, compresi quelli della pandemia, sono stati per me una pausa di riflessione e di motivazione, dopo essere stata molto male fino ad arrivare a pesare 39 chilogrammi.

Il 2022 è l’anno della mia riscossa e moltissimo lo devo alla mia famiglia (papà Sergio, che ascolta le sue parole durante l’intervista, in particolare).

Nei mesi di agosto e settembre, partecipo come presentatrice in diversi eventi, e di questo devo ringraziare anche Edoardo Raspelli, che da sempre ripone in me moltissima fiducia e che mi permette di esprimere, con pochi altri, tutte le mie capacità. Il 6 agosto, infatti, presento in Valle d’Aosta, il “Dinner Show”, nel quale Edoardo sarà Special Guest, con la partecipazione di Carlo De Benedetto e Leo Mas e l’esibizione di tango argentino di Marco Y Tiziana; per il 17 settembre, è in programma presso l’Ippodromo di Vinovo, un evento contro la violenza sulle donne e il bullismo, e il 18 settembre, un evento culinario a Sommariva del Bosco (Cuneo), sempre con Raspelli, sul miele…

Ho ripreso alla grande e sempre più convinta che ho fatto benissimo a non accettare compromessi e a usufruire di raccomandazioni” – dice Sara – che si è fatta conoscere al grande pubblico nel 2014, come Segretaria di Flavio Briatore, nel programma The apprentice, (prima e seconda edizione) poi candidata a Miss Universo e sulla copertina e nel servizio a 6 pagine, di Playboy, (edizione italiana) dove il suo corpo statuario è messo in luce come in uno splendido quadro dipinto, con l’arte del body painting, con sette ore di lavorazione e che ora, ha entusiasmo da vendere…

La sua bellezza ha fatto breccia nel cuore della rivista di Hefner e con l’escalation della sua carriera, anche dopo l’intervista nel «Chiambretti Supermarket», show di Mediaset con Piero Chiambretti, segnalata direttamente da Playboy agli autori della trasmissione con una intervista di 16 minuti dove dice: “Mi sentivo a casa, visto che Piero è piemontese come me”.

Sara ripete con convinzione che il futuro lo vede roseo e pieno di buoni progetti. Non le manca certo la carica e sicuramente, i periodi bui ben presto, saranno un bruttissimo ricordo. Bella dentro e fuori e con una grande energia che, unita alla passione per il suo lavoro, la porterà sicuramente a vincere tutte le sue battaglie.

1962, 5 agosto. 60 anni senza Marilyn.

“60 anni, tra lavoro e valore al femminile” . Di Ketty Carraffa

Come Marilyn, da quando non c’è più.

Ogni anno, il 5 agosto, milioni di persone al mondo, ricordano la scomparsa di Norma Jeane Mortenson, (la paternità non è ancora stata provata realmente) Marilyn Monroe, avvenuta in circostanze alquanto misteriose nella notte e e sulle quali anch’io ho avuto modo di portare a termine studi e approfondimenti nel corso degli anni, con la scrittura di alcuni saggi, (sempre negli anniversari decennali dal 2002) che ripercorrono la sua condizione di stella del firmamento hollywoodiano e internazionale, e nello stesso tempo, come donna fragile, a volte strumentalizzata e lasciata in solitudine nella sua precarietà, anche lavorativa e professionale.

Marilyn è un’icona unica, che s’impara a conoscere sin da piccoli e che, a 60 anni dalla sua scomparsa, è assoltamente attuale e riconoscibile a tutte le età, perché la sua immagine non ha mai smesso di venire rappresentata in ogni luogo e in ogni situazione artistica, o commerciale.

Al Festival del Cinema di Venezia assisteremo alla prima del film “Blonde”, (Netflix) un ennesimo racconto della sua vita, anche molto approfondito sulla sfera sessuale, che vede come protagonista e “sosia”, l’attrice cubana Ana De Armas, che pur non avendo l’accento anglosassone ma latino, promette un’interpretazione molto sentita e impegnativa, si dice già da Oscar…

Per scrivere di Marilyn, ogni volta prendo spunto e colgo l’occasione, da una serie di motivi, ogni giorno più “stringenti”, anche casualmente “condivisibili”.

In primis, lo spunto parte da considerazioni personali, come la mia nascita in concomitanza con la sua scomparsa e dalla consapevolezza, crescendo, di aver maturato la mia grande passione per il Cinema e per “Marilyn”, sin dalla pancia della mamma, con la conseguente attività di Docente di Cinema e nelllo stesso tempo, in qualità di reporter e sindacalista,  raccontando i danni “subiti” dalle donne rispetto alla precarietà e frammentarietà del lavoro e al fatto, ancora concreto nonostante le leggi, che la parità di slario non è ancora così palesemente attiva.

L’altro elemento, fondamentale e molto attuale, che mi spinge a scrivere di Marilyn confrontando il mito cinematografico hollywoodiano con la donna fragile, che può essere cittadina e artista in tuttonil mondo, mettendo insieme Donne e Valore, è la considerazione che si può fare rispetto al linguaggio e alla condizione femminile nella nostra società, dal punto di vista della “Cultura dell’immagine”, che vede le donne sempre alla ricerca dell’eterna giovinezza e rispetto alla diversità delle donne” e del loro approccio “emozionale” anche con il mondo del lavoro.

Marilyn ha stravolto il Cinema, sin dal suo arrivo nell’Olimpo, con le piccole partecipazioni nei film: Eva conto Eva o Giungla d’asfalo, sino ad arrivare ad essere assoluta protagonista indimenticabile, in Quando la moglie è in vacanza, Fermata d’Autobus, Niagara o A qualcuno piace caldo… solo per dirne alcuni.

Marilyn, con la carriera da modella, le foto osè, le violenze subite, la mamma con deri grossi problemi mentali e la sua grande voglia di ricevere attenzioni e amore, ha cambiato la concezione della “diva”, anteponendo al suo essere meravigliosa come nessuna, a livello estetico, in tutti i suoi film ma anche nella vita privata, la sua grande personalità e determinazione, che nonostante la sua assenza da ben 60 anni sulla terra, aleggia e condiziona ancora le scelte di milioni di donne che vogliono assomigliarle a tutti i costi. Marilyn è ua donna adorata dalla donne, e questo, è già una grande conquista e caratteristica che ben poche “vip” o star del Cinema attuali, possono vantare.

A 60 anni dalla sua scomparsa (e avrebbe avuto 96 anni) siamo amcora qui a parlarne, a emozionarci dinanzi allo schermo e ai primi piani sul suo viso ovale perfetto e a descrivere, ancora una volta, quello che ha rappresentato e rappresenta per la Storia del Cinema e del Costume mondiale, nel 2022.

La sua famosissima immagine ripetuta, realizzata da Andy Warhol, i suoi abiti iconici messi in mostra e profanati (acquistati o noleggiati, e rovinati da vip in assurde passerelle) la sua grande dolcezza, saranno sempre materia di studio e di emozione per tutti noi che continuiamo ad amarla e a pensare come sarebbe stata la sua vita se solo avesse potuto avere dei bambini come tanto desiderava, se avesse trovato il grande Amore come sognava, e se l’evoluzione della società avrebbe potuto regalarle la giusta stima di sé e la felicità che le è sempre mancata, sin dall’infanzia, senza un padre e con la mamma con seri problemi psichici.

Icona immortale già quando era in vita, Marilyn sapeva quello che voleva veramente, sin da ppiccola: essere amata. Da 60 anni, il ricordo è indelebile e l’opportunità di inviare un saluto a Norma Jeane, vogliamo che le arrivi, ovunque sia.

E a novembre, l’uscita della seconda Edizione di “60 anni di lavoro e valore al femminile. Come Marilyn da quando non c’è più”, Seconda edizone, sarà un mio ulteriore omaggio a lei come icona eterna di “bellezza”, e alle donne, che nella precarietà, a volte sanno trovare la loro giusta determinazione e forza per raggiungere tutti gli obiettivi.